Liudmila Biekina Ivanova

Nasce a Krasnoyarsk, antica località della Siberia.
Subito dopo il liceo artistico si dedica con tutta l’anima a diverse attività:insegna disegno e pittura nella Facoltà di Architettura dell’università di Krasnoyarsk e lavora come scenografa in un piccolo teatro.

In seguito abbandona la Siberia che è bella ma troppo lontana dai centri culturali.

Si trasferisce a San Pietroburgo, capitale della cultura russa, dove si laurea nel 1992 nell’Accademia di Belle Arti con medaglia d’oro ottenendo il contratto di lavoro con uno studio nella stessa accademia.

Il suo dipinto di laurea viene esposto a Mosca tra i migliori lavori delle accademie russe dal Titolo “La Famiglia”.

Un risultato eclatante se si considera che detta opera venne esposta in una mostra dove erano presenti i migliori lavori degli ultimi cinquant’anni dell’Accademia delle belle arti di San Pietroburgo ottenendo anche l’inserimento di ben due pagine nel catalogo della mostra editato nel 1998.

Viene più volte in Italia per partecipare a mostre internazionali.

Nel 1993 si trasferisce definitivamente in Italia insieme con la figlia Anastassìa.

Vive a Domodossola dipingendo luoghi caratteristici delle valli piemontesi.

Nel 1994 a Rimini e sotto la guida del noto Professore Castellani, ha imparato la tecnica dell’affresco eseguendo un’opera nel centro storico dell’antica Vogogna (nel 1995) dal titolo “Madonna con bambino sul trono”.

Dal suo arrivo in Italia ha allestito più di cinquanta mostre (quasi tutte personali) nelle più importanti città (cito le più importanti) a Reggio Calabria, a Scilla, a Domodossola, a Rimini, ad Assisi, a Perugia, a Bergamo.

Piccola

Ecco una sintesi delle ultime Mostre allestite nel corso dei precedenti cinque anni:

Città                          Location                                                                    Data 

Lallio (Bg.)                 Sede Municipale                                           05/03 – 13/03/2011

Bergamo                   Galleria “Borgo d’Oro Arte”                        12/11 – 20/11/2011

Bergamo                   Biblioteca Caversazzi                                   01/02 – 14/02/2012

Dalmine (Bg.)            Sala Riunioni del Centro cult.                       16/11 – 25/11/2012

Bergamo                   Galleria “Borgo d’Oro Arte                           04/05 – 12/05/2013

Bergamo                   Sala della Provincia Manzù                          24/12 – 31/12/2013

Bergamo                   Galleria Borgo d’Oro Arte                            06/01 – 12/01/2014

Lovere (Bg.)               Sala dell’Ex chiesa Santa Chiara                  05/04 – 13/04/2014

Luzzana (Bg.)            Castello Giovanelli                                       01/06 – 31/08/2014

Bergamo                   Sala della Provincia Manzù                          28/10 – 31/12/2014

Cenate Sotto            Biblioteca Comunale                                    20/02 – 20/03/2015

Bergamo                   Sala della Provincia Manzù                          18/06 – 28/06/2015

Lovere                        Sala Zitti di Accademia Tadini                     02/07 – 16/07/2015

Per il suo lavoro la pittrice gira tutta Italia e gli scenari del Belpaese
hanno influenzato in modo evidente la sua produzione artistica.
Il suo articolato percorso di formazione la porta ad esprimersi con diverse tecniche: dalla pittura ad olio all’affresco.
Le sue innate doti comunicative e il senso profondamente artistico della sua personalità
le consentono di trasmettere forti messaggi culturali attraverso i suoi ormai numerosi allievi, fondando una vera e propria Scuola.

 

Dal 2013 è presidente dell’Associazione Artistico-Culturale “Atelier di Trescore”.

ELENCO CRITICI E ANTOLOGIA DI ALCUNI TESTI

a) VI mostra nazionale delle Arti, “Il Gazzetino”, Perugia, 1993

” La signora Ivanova Bielkina Liudmila ha realizzato diverse mostre in Italia (R. Calabria, Scilla, Rimini ed in altre località). Note le sue pitture sulla Chianalea di Scilla, località omerica e approdo delle vecchie galee. Tali opere sono note per la raffinata sottogliezza e per delicatezza dei colori che entusiasmano.

b) “L’amaro e il dolce delle radici. La pittura di Liudmila Bielkina Ivanova” 

catalogo delle opere a cura di Fernando Noris

L’incontro delle idee è sempre avvenuto in seguito agli spostamenti delle persone; e da questi incontri si è sempre generato qualcosa di nuovo. Anzi, forse, il bello di ogni cultura consiste proprio nella evoluzione del suo nucleo originario, a contatto con la perenne crescita indotta dai più vari contributi e dai più ricchi influssi.

Già all’interno della sua terra di origine, Liudmila Bielkina ha dovuto coniugare e fare sintesi tra due estremi culturali, lontani non solo geograficamente: la regione siberiana della sua giovinezza e la città di San Pietroburgo della sua formazione.

Apparentemente diversi, i due ambienti hanno certamente influito sulla formazione dell’artista, inducendo quell’abitudine essenziale dell’attenzione alle cose e al loro divenire nelle stagioni.

Il desiderio di dare corpo a questo amore per l’ambiente naturale con le linee del disegno o con gli impasti del colore sta alla base del mestiere di ogni pittore. Quello di Liudmila lo hanno nutrito, prima, i grandi spazi, i lunghissimi tempi e le luci assiderate della Siberia: è facile pensare a una vocazione di scenografa. di fronte a un palcoscenico di cui è difficile vedere e pensare i confini, Il suo mestiere lo hanno poi perfezionato gli studi all’Accademia in una città. ancora viva del suo orgoglioso passato e colta.

La scena italiana. con la sua provocatoria ricchezza di testimonianze artistiche, deve aver fatto il resto, moltiplicando di fronte agli occhi della giovane pittrice quelle sensazioni già sperimentate nei musei russi, a contatto con la pittura dei più grandi artisti di ogni tempo, quelli che sono stati gli inventori progressivi della pittura, epoca per epoca.

C’è da chiedere se sia possibile ravvisare un itinerario in tutto ciò, in questo progressivo divenire dei colori, delle luminosità, dei temi. Forse sì. Tutto questo animarsi artistico racconta la storia di un viaggio interiore, prima che geografico o culturale. O meglio, ne narra alcune tappe, gioiose o inquiete, a seconda del prevalere del ricordo inevitabilmente dolce del mondo che si è lasciato e dell’amaro che si incontra in ogni cosa che è nuova; ma anche l’amarezza di radici ormai lontane, ancora e pure indistinguibili dalla dolcezza di quelle nuove che stanno ramificando.

Si rinnova, nell’opera di Liudmila Bielkina. il perenne tentativo dell’umanità di dare forma ai sogni, ai pensieri, ai desideri, ai valori dell’esistenza, indipendentemente dalle diverse intonazioni, che cieli diversi suggeriscono di volta in volta ai colori impiegati dagli artisti.

Per giungere al cuore delle cose, la complessa elaborazione figurativa della pittrice russa dimostra di saper attraversare con acume tanto l’arte del suo paese di origine, espressa con un così presente sentimento della Terra e della Vita, tanto la tradizione pittorica occidentale, amata nelle realizzazioni più alte del passato, vicino o remoto.

Proprio per questa dualità di formazione, le sue radici artistiche, dolci o amare che siano, non mancheranno di alimentare una produzione che, già ora, si presenta autenticamente coerente e significativa.

Fernando Noris

(Copyright 1998 by Editrice San Marco – Trescore Balneario –Bg-) 

c) Motivazione del primo premio. Concorso “Il colore rosso”, Lurano, 2010.

(Commento della Dottoressa Orietta Pinessi)

“Un autoritratto sofferto ma vitale, fiero nella sua lucentezza espressiva: è ciò che ci propone l’artista con la sicurezza di una tavolozza che, ricca di valido cromatismo, sa tuttavia “dissolversi” nell’intrinseca musicalità d’assieme. Nel dipinto la dimensione realistica si concretizza in un fluire di luce e colore e in una forza della linea che fissa l’espressione facendone emergere la complessa interiorità.”

d) Intervento critico di Pasquale Emanuele l’01.02.2012 alla Mostra di pittura di Liudmila Bielkina tenutasi alla Biblioteca Caversazzi di Bergamo, dal 1 al 15 febbraio 2012. 

E’ tra le mostre più significative che in questo piccolo spazio si sono svolte, perché ha due caratteristiche:-innanzitutto, la padronanza del colore e la capacità di mettere in equilibrio sulla tela i vari pesi del colore, quindi c’è una distribuzione molto calcolata e giusta; -in secondo luogo, c’è una conoscenza molto attenta del paesaggio, soprattutto quando del paesaggio non dà la minuzia del particolare, ma dà l’andamento sciolto.

Questo secondo me, è importante, perché ogni artista, certo, è libero di fare come vuole, ma è bello che il paesaggio non sia solo ciò che vede il pittore del paesaggio, ma che l’artista dal suo interno, trasferisca sulla tela un’emozione del paesaggio.

C’è questo trasferimento di emozione, che avviene attraverso una scioltezza della pennellata e attraverso una bella luminosità.

Direi che meno insiste nel particolare, più il quadro è bello, perché dà anche a chi lo guarda l’emozione di poter lui aggiungere qualcosa.

Un paesaggio che è fatto con l’emozione dell’artista lascia al fruitore la possibilità di fantasticare qualche cosa. La pittrice ha una bella capacità compositiva anche nella figura.

Negli ultimi anni la figura è stata molto abbandonata, perché ha le sue difficoltà: non è facile fare una figura, una famiglia, una persona che svolge un lavoro.

Questo è un suo merito: l’arte alla fine si congiunge, ha delle sensibilità che si accostano. Che si provenga dalla Russia o dall’Italia, ci sono degli incontri mentali, per cui alla fine si costruisce un’opera con le stesse emozioni e anche con gli stessi colori. Io ho notato molta somiglianza con i grandi pittori del Primo Novecento italiano, non conoscendo lei forse la storia della pittura italiana e con una spontaneità di composizioni, quindi più libera e allo stesso tempo con una sua originalità. Credo che la pittrice abbia molte frecce nel suo arco e potrebbe benissimo figurare in alcune buone gallerie. 

Pasquale Emanuele “scrittore e studioso D’ arte”

e) Da “Presentazione della Mostra “La Bergamo Nobile” presso Sala Manzù di Bergamo” 2014 a cura di Fernando Noris

(…)Quando Bergamo ha avuto l’onore di ospitare qualche anno fa una grande mostra di icone del museo Tretyakov ( “ L’Oro dell’Anima” ) con il risultato di 50.000 visitatori, la nostra Città aveva avuto l’occasione di prendere contatto con il senso più profondo della grande tradizione della pittura russa. Mentre trattavamo con questi amici russi, ci siamo resi conto dell’importanza che aveva superare le frontiere e prendere atto, attraverso questi scambi culturali, di realtà culturali che, spesso, non si ha la facilità di conoscere per presa diretta. La sorpresa che si può cogliere nel vedere il lavoro di Ludmila, e della sua scuola, è quella di vedere che questo contatto con Bergamo, che viene da molto lontano, in qualche maniera viene oggi ripreso con questa sua mostra sulla “Bergamo Nobile”.

Questa volta è l’omaggio di una autrice, di una pittrice russa che porta a Bergamo la tradizione della pittura contemporanea, non è certo quella delle icone, ma che è il risultato degli insegnamenti che vengono diffusi in Russia in quelle che si chiamano le Dacie accademiche.

La struttura dell’insegnamento russo contemporaneo funziona così, come si ricorda, ad esempio della scuola di Tver: ci sono questi maestri che collaborano tra loro, che insegnano, che partecipano dei risultati uno con l’altro e alla fine mettono in circolo una tradizione pittorica recente, debitrice di un gusto naturalistico molto accentuato, affinato sugli esiti di una tradizione impressionistica di antica importazione.

(…)La cosa che in parte meraviglia è il tentativo, riuscito, di Liudmila di riportare in auge questa tradizione di un insegnamento accademico, collegiale e collettivo dell’arte, attraverso   quella che lei ha costituito come scuola. “Scuola” tante volte può sembrare parola abusata oppure eccessiva. Più semplicemente, “scuola” è dove ci si scambiano opinioni, ci si scambiano pareri, ci si scambiano insegnamenti; dove non è detto che sia sempre e solo il maestro a insegnare, ma dove le esperienze vengono messe in comune tra i partecipanti, o gli allievi della scuola,   che tra loro si guardano, si osservano, si consigliano, si stimolano, si criticano, senza competizione, ma con il gusto di crescere , ad esempio nello studio di una pittura naturale.

(… ) Questo omaggio a Bergamo ci fa vedere dei dettagli, della Città, della Provincia, delle Valli, della Val Cavallina, di Trescore, della Val Seriana, di tutta una realtà bergamasca che noi abbiamo sott’occhio tutti i giorni e che, proprio grazie alla pittura, come quella che vediamo qui oggi, tante volte si rivela come nuova.

(…)Davanti a tutto questo lavoro degli artisti, si deve solo ringraziare che essi ci siano. E’ non è il caso di fare polemiche o distinzioni tra naturalismo e astrattismo o stabilire gerarchie di valore spesso artificiose.

Il problema, se mai, per ognuno, è quello di cogliere con responsabilità il pensiero profondo che l’artista ha materializzato in ogni sua opera, cercando, da spettatori, di avvicinare a questo pensiero e, se si riesce, di ricreare dentro di sé qualcosa di queste visioni, in grado di riconciliarci con la Natura che ci circonda.

Nando Noris

f) Emanuele Pasquale, Sala Manzù, Bergamo, Mostra “Esposizione, I colori della Terra”, 18 giugno 2015.

“Vivissimi complimenti alla brava artista Liudmila Bielkina. per importante evento che ha saputo organizzare insieme con i suoi allievi.

Una pittrice di gustose impastiche ha saputo attingere da tanta pittura:

ho notato certi guizzi di colore alla De Pisis e certe larghe pennellate alla Carrà, ma con questo nulla si po’ togliere alla sua personale arte.

…Scorre dal minimo particolare alla bella spaziatura delle p.

strutture. Le sue opere non solo fotografie, sono molto dipinte con la mente e con il sogno e ciò rende sempre nuovo il figurativo.” 

Emanuele Pasquale “scrittore e studioso D’ arte”

g) Lovere replica della “expo..sizione” i colori della Terra del luglio 2015

il lavoro della pittrice siberiana Liudmila Bielkina, laureata all’Accademia di Belle Arti di S. Pietroburgo, si collega direttamente alla grande tradizione dell’arte figurativa russa (a tratti sembra di notarvi l’eco di grandi pittori come Kuzma Petrov-Vodkin) e rientra pienamente nel solco ben marcato e prolifico della pittura realista. L’amore per il paesaggio e le nature morte ne sono il segnale inequivocabile. Tuttavia, il suo temperamento la conduce a una continua e incessante rielaborazione del linguaggio in senso quasi simbolista ed intimista, sia nello stile che nella stessa resa pittorica. Sono gli stessi soggetti a suggerirle man mano gli infiniti stati dell’animo coi quali poterli afferrare e rielaborare sulla tela. A volte i contorni  si fanno netti e marcati e con i colori (vi predominano gli azzurri, i rossi, i bruni e i gialli aciduli) contribuiscono a cristallizzare cose e figure come sulla vetrata di una chiesa transalpina. Altre volte, invece, prevalgono i colori caldi e tenui di un’alba mediterranea o di un tramonto pastorale: allora i tratti del pennello sfumano la realtà in una dimensione resa diafana e impalpabile in cui “_le cose s’abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto (…) In un’aria che quasi non si muove_” (cfr,. E. Montale). La profondità spaziale e le dimensioni psicologiche sono rese con la maggiore o minore definizione dei dettagli e con il variare dell’intensità cromatica. Questi sono alcuni degli spunti che la pittrice intende trasmettere anche agli allievi della sua scuola di pittura e ai membri dell’Associazione Atelier di Trescore. Scuola e Associazione che nascono con l’intento lungimirante di allargare l’offerta culturale e formativa e fungere anche da baricentro per tutti i pittori del nostro territorio.

Studioso d’arte Corrado Facchinetti.

h) Motivazioni della vincita al concorso estemporaneo Cenate sulla tela ottobre 2015:

Pennellate sicure, cromatismo  originale di cesaniana memoria. Buona resa pittorica. Conoscenza cromie. Emozionante resa dell’atmosfera autunnale.

Giudice del concorso, artista Mariella Convertini Arosio, Monza.